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Interviste

Intervista al Tenore Nicola Pisaniello realizzata da tstv Benevento



Intervista al Tenore Nicola Pisaniello



Ci troviamo nell’elegante casa del Maestro Nicola Pisaniello, tenore di fama internazionale, che già da un quindicennio calca le scene dell’opera nel mondo e che concede l’intervista a scopo informativo per melomani e fan.

1)Maestro, ha cantato da Mozart a Puccini, passando per Verdi e Donizetti. Si definisce voce d’agilità o da lirico pieno?

E’ una domanda che mi è stata posta spesso, possedendo una vocalità duttile sorretta da una tecnica ferrata, ho avuto modo di interpretare sia ruoli di coloratura o agilità e sia ruoli da lirico pieno per intenderci “stile del canto legato”.

2)Lei fu definito dalla rivista “L’opera” autentico fuoriclasse, in quale occasione?

Questo avvenne nell’anno 2006 quando vinsi il concorso internazionale di Cesena “primo palcoscenico” che mi permise di debuttare nella “Così fan tutte” di Mozart. Alla fine della mia area principale “un’aura amorosa” il pubblico si sciolse in una mera ovazione capeggiato dal direttore d’orchestra Giovanni Bartoli che posando la bacchetta direttoriale sul leggio si profuse in un entusiastico batti-mano. Resterà per sempre un ricordo unico nella storia della mia carriera.

3)E’ stato definito “il vero eroe della distribuzione” ad Avenches nella Lucia di Lammermoor ci parla di questo ricordo?

Anche questa occasione segna una perla preziosa nei miei ricordi, in questa produzione ho avuto la possibilità di affiancare grandissimi nomi come il soprano Elena Mosuc e il baritono Giovanni Meoni . Alla fine dell’opera Io che ho interpretato il ruolo di Edgardo terminando la scena della morte notai un incredibile sussulto nell’arena, il pubblico composto da oltre 7.000 persone si levò in piedi urlandomi “BRAVO!”. Il giorno seguente si parlava di me come il tenore che ha fatto lacrimare l’arena su tutti i giornali della Svizzera francese.

4)Ha cantato varie volte nell’opera Barbiere di Siviglia, si contano oltre 40 recite… Ci racconta le più significative?

Certamente, non potrò mai dimenticare il mio debutto nel 1999’ a Bologna, ero molto giovane e fui selezionato tra diverse voci candidate per il ruolo protagonistico del Conte D’Almaviva. Altra produzione indimenticabile fu quella del Montecorvino opera-festival per la quale ho affiancato il grande bass-bariton Domenico Trimarchi, l’opera era diretta dal maestro Luigi Petrozziello. Per finire cito l’ultima produzione importante, quella del 2010 al teatro Verdi di Salerno, per la quale ho ricevuto il contratto dal celebre maestro Daniel Oren che mi ha permesso di affiancare nomi di grandi colleghi come il bass-bariton Bruno Praticò, il baritono Vassallo e il mezzo soprano Elena Belfiore etc..

5)I ruoli da Lei interpretati riassumono chiaramente una tecnica versatile, con chi ha studiato?

Cito quelli che per me sono stati i più importanti e significativi, in primis Arrigo Pola maestro di Luciano Pavarotti, il quale mi ha trasferito chiaramente l’idea della “voce in maschera” ovvero proiettata in avanti. Il celebre soprano Graziella Sciutti venuta a mancare qualche anno fa, vera maestra di stile e infine il grande (per me più importante) Alfredo Pinardi con il quale studio tutt’ora, che ha saputo darmi conferma di tutte quelle posizioni sonore che per anni ho tanto cercato, non saprò mai ringraziarlo abbastanza. “Grazie Alfredo”.

6)Maestro Lei è conosciuto ormai come un artista internazionale, spesso risiede in Francia, un personaggio di grande cultura molto riservato. Si sa poco della sua storia personale, famigliare, vuole raccontarci un po’ di Lei?

Capisco la curiosità sollevata dopo i miei successi, so di essere una persona riservata e per quanto riguarda la mia vera storia famigliare rispondo subito affermando che secondo me è stata convulsa da esagerati stati emozionali, movimenti ahimè troppo sinusoidali tanto da creare squilibri. La cosa che più a noi può interessare è il fatto che Io sia un’Artista che ha avuto senz’altro una sua peculiare affermazione oltre che una chiara formazione culturale morale e civile, tanto da ripagare e colmare tutti i vuoti del passato.

7)Quanto è importante l’amore nella vita di un cantante lirico?

E’ importantissimo come, nella vita di ciascuno. Alexandre Dumas diceva che l’amore deve essere sempre un ideale per gli esseri umani, ovvero quel riferimento a cui bisogna tendere e da innamorati e nella fase postuma. L’amore può essere definito come quell’ideale a cui convergono tutte le energie che realizzano l’armonia dell’universo.

8)E’ una persona amata e che ama?

Certamente, sono una persona molto amata, vive nella mia vita una figura molto importante per me, che ha saputo farmi riflettere e guardare più da vicino le mie qualità. Personalmente credo di amare molto e penso che forse dovrei considerare questo fatto umano, come una sensazione naturale senza pormi tante domande vivendo la bellezza di questo “unico” rapporto.

9)La Rngrazio per l’attenzione prestata alle domande, Le chiedo di rivolgere un saluto ai melomani e fan.

Ringrazio Io voi per l’occasione a me serBata, ai cari melomani e fan auguro un ascolto sempre onesto, sincero, oggettivo, per intenderci poco fazioso o di parte, per meglio arricchirsi e così donarsi e riflettersi nel mondo. E a quanti da tempo mi seguono lascio idealmente un forte abbraccio e un sincero “vi voglio tanto bene” beneaugurando.

Tenore Nicola Pisaniello
Intervista realizzata da Pacifico M.
Riprese eseguite da D’Angelo A.